Bonus barriere architettoniche: niente detrazioni per gli eredi. Ecco chi può accedervi nel 2025
Il bonus barriere architettoniche 75% continua ad essere una delle agevolazioni più richieste nel settore edilizio.
Consente di recuperare fino al 75% delle spese sostenute per interventi finalizzati a rendere gli immobili più accessibili e sicuri.
Ma cosa succede in caso di decesso del beneficiario? Gli eredi possono proseguire con la detrazione fiscale?
La risposta, purtroppo, è no.
Bonus barriere architettoniche: come funziona
Il bonus prevede una detrazione IRPEF del 75%, da suddividere in 5 quote annuali di pari importo, per lavori come:
- installazione di ascensori, piattaforme e montascale,
- costruzione o adeguamento di rampe di accesso,
- rifacimento dei bagni per persone con disabilità,
- sostituzione di infissi, porte e automatismi che facilitano la mobilità.
Le spese massime ammesse dipendono dal tipo di immobile e vanno da 30.000 € a 50.000 € per unità abitativa.
Niente detrazioni per gli eredi
La normativa è chiara: in caso di decesso del beneficiario, le quote residue di detrazione non si trasferiscono agli eredi.
Quindi, diversamente da quanto accade ad esempio per il bonus ristrutturazioni, la detrazione si perde e non può essere riportata nelle dichiarazioni fiscali degli eredi.
Addio a sconto in fattura e cessione del credito
Fino al 2023 era possibile optare per sconto in fattura o cessione del credito a banche e intermediari.
Dal 2024 queste opzioni non sono più previste per il bonus barriere architettoniche: l’unica modalità attuale è la detrazione IRPEF diretta.
Questo rende ancora più importante pianificare bene l’investimento e valutarne la reale convenienza.
Chi può beneficiare del bonus barriere architettoniche
Possono accedere all’agevolazione:
- proprietari di immobili,
- nudi proprietari e usufruttuari,
- locatari o comodatari (con consenso del proprietario),
- familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile,
- conviventi di fatto e coniugi separati assegnatari della casa,
- società semplici, associazioni tra professionisti ed enti (per immobili non residenziali).
Un ventaglio ampio, che permette a molti contribuenti di accedere al beneficio, ma con il limite già evidenziato: in caso di decesso, gli eredi non hanno diritto a proseguire la detrazione.
Bonus barriere architettoniche in condominio
Anche i condomini possono accedere al bonus, per gli interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali, come:
- installazione o sostituzione di ascensori e montascale,
- costruzione di rampe di accesso,
- adeguamento di ingressi, androni e spazi comuni.
Chi beneficia della detrazione in condominio
La detrazione del 75% spetta:
- ai condòmini persone fisiche (proprietari o nudi proprietari),
- agli inquilini o comodatari che sostengono la spesa,
- ai familiari conviventi dei possessori/detentori, se partecipano alla spesa.
La detrazione spetta in proporzione alla quota millesimale o alla ripartizione approvata dall’assemblea condominiale.
Importi massimi in condominio
Il tetto di spesa cambia in base alla tipologia dell’edificio:
- 50.000 € per edifici unifamiliari o unità indipendenti,
- 40.000 € moltiplicati per il numero delle unità in edifici da 2 a 8 unità,
- 30.000 € moltiplicati per il numero delle unità in edifici con più di 8 unità.
Esempio: un condominio con 10 appartamenti avrà un massimale complessivo di 300.000 € (10 × 30.000 €).
Conclusioni
Il bonus barriere architettoniche 2025 resta uno strumento prezioso per migliorare la qualità abitativa e favorire l’accessibilità universale.
Tuttavia, va ricordato che:
- non sono più possibili sconto in fattura e cessione del credito,
- gli eredi non subentrano nella detrazione residua,
- i condomìni possono beneficiare dell’agevolazione per interventi sulle parti comuni, con massimali specifici.
👉 Informarsi prima di avviare i lavori è fondamentale per non avere sorprese e sfruttare al meglio questa agevolazione fiscale.
Claudia Piccone
Agente immobiliare
Sito Web: www.reabyom.com