Compenso dell’amministratore di condominio: quando ha diritto a un pagamento extra?

Quando si parla di amministratore di condominio, la maggior parte dei condomini pensa subito alla quota annuale che paga per il suo operato. Tuttavia, può capitare che l’amministratore chieda un compenso extra oltre a quello già concordato.

È un diritto? In quali casi è giustificato?

Vediamolo insieme, con un linguaggio semplice e qualche esempio pratico.


Il compenso “ordinario”

Il compenso base dell’amministratore è stabilito al momento della nomina o del rinnovo dell’incarico.

Deve essere indicato in modo chiaro nel preventivo presentato all’assemblea e approvato dai condomini.
Questo importo copre le attività ordinarie, come:

  • Gestione della contabilità condominiale
  • Convocazione e verbalizzazione delle assemblee
  • Manutenzione ordinaria degli spazi comuni
  • Custodia e aggiornamento dei registri condominiali

Tutto ciò che non rientra in queste attività è considerato straordinario e può comportare un compenso aggiuntivo.


Quando l’amministratore può chiedere un extra

La legge non stabilisce un elenco tassativo, ma in pratica il pagamento extra può essere richiesto per attività impreviste o complesse, come:

  1. Lavori straordinari
    Esempio: rifacimento della facciata, installazione di ascensore, rifacimento del tetto. La gestione di preventivi, pratiche edilizie e direzione lavori richiede tempo e competenze extra.
  2. Contenziosi legali
    Se il condominio deve affrontare una causa, l’amministratore deve seguire gli avvocati, fornire documenti e presenziare alle udienze: attività che esulano dalla gestione ordinaria.
  3. Pratiche fiscali e amministrative straordinarie
    Ad esempio, la richiesta di bonus edilizi, cessioni del credito o pratiche complesse legate a incentivi statali.
  4. Emergenze particolari
    Gestione di gravi danni (incendi, allagamenti, crolli) che richiedono interventi immediati e coordinamento di più figure professionali.

Come deve essere stabilito il compenso extra

La regola d’oro è la trasparenza:

  • L’amministratore deve informare l’assemblea prima di svolgere l’attività extra, indicando tempi e costi.
  • L’assemblea deve approvare il compenso aggiuntivo, di solito a maggioranza.
  • L’accordo va messo per iscritto nel verbale e, se possibile, allegato al contratto in essere.

Come tutelarsi come condomini

Per evitare spiacevoli sorprese:

  • Pretendete sempre un preventivo dettagliato per le attività straordinarie.
  • Inserite nel contratto di nomina dell’amministratore una clausola che disciplini i compensi extra.
  • Chiedete che i costi vengano suddivisi in modo chiaro tra le unità immobiliari, in base ai millesimi.

Conclusione e riepilogo

Il compenso extra dell’amministratore non è un abuso, se motivato e approvato correttamente.
Un rapporto chiaro e basato sulla fiducia tra amministratore e condomini è la miglior garanzia per una gestione serena e senza sorprese.

Un condominio ben amministrato non è solo un costo, ma un investimento nella qualità e nel valore del vostro immobile.

Schema riassuntivo

💼 Gestione ordinaria → Già compresa nel compenso base
📋 Contabilità, assemblee, manutenzione ordinaria


Situazioni che giustificano un pagamento extra

1️⃣ Lavori straordinari

  • Rifacimento facciata
  • Installazione ascensore

2️⃣ Cause legali

  • Assistenza in contenziosi
  • Presenza in tribunale

3️⃣ Pratiche complesse

  • Bonus edilizi
  • Cessione del credito

4️⃣ Emergenze

  • Incendi, allagamenti, crolli

Regole per il compenso extra

✔ Deve essere approvato dall’assemblea
✔ Deve essere messo per iscritto
✔ Richiedere sempre un preventivo chiaro


📌 Tip: Inserite nel contratto di nomina una clausola che disciplini i compensi extra: più chiarezza = meno discussioni.

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Claudia Piccone

Agente immobiliare

Sito Web: www.reabyom.com


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