Quando ci si trasferisce in una nuova casa, che sia in affitto o in comodato d’uso gratuito, una delle prime pratiche burocratiche da affrontare è il cambio di residenza.
La domanda che molti si pongono è: serve il consenso del proprietario per ottenere la residenza?
La risposta è no.
Se sei titolare di un contratto di locazione registrato oppure di un contratto di comodato registrato, puoi richiedere il cambio di residenza al Comune senza bisogno dell’autorizzazione del proprietario.
Affitto e cambio residenza
Con un contratto di locazione regolarmente registrato, non occorre alcun assenso da parte del locatore: il contratto stesso costituisce il titolo valido.
Comodato d’uso e cambio residenza
Anche nel caso di comodato gratuito, il consenso del proprietario non è richiesto.
È però necessario che:
- il contratto di comodato sia scritto e registrato all’Agenzia delle Entrate;
- la registrazione avvenga entro 30 giorni dalla data di stipula.
Un comodato verbale è valido sul piano giuridico, ma nella pratica molti Comuni lo rifiutano come titolo sufficiente per il cambio di residenza.
Documenti richiesti dal Comune
In linea generale servono:
- Documento d’identità e codice fiscale del richiedente.
- Copia del contratto di locazione o di comodato registrato.
- Modulo compilato e firmato per la richiesta di residenza.
- Eventuali dati catastali dell’immobile.
📌 Nota pratica: alcuni Comuni possono chiedere anche la prova di utenze attive (bollette o subentri) come ulteriore conferma dell’effettiva abitabilità dell’immobile.
Controlli e visita della Polizia Locale
Dopo la presentazione della domanda, l’Ufficio Anagrafe avvia un accertamento anagrafico:
- La Polizia Locale viene incaricata di verificare che tu e la tua famiglia abitiate realmente nell’immobile.
- La visita serve a constatare la presenza effettiva del richiedente e, se dichiarato, del nucleo familiare.
- In caso di esito positivo, la residenza viene confermata.
- Se invece l’inquilino non viene trovato o emergono incongruenze, la pratica può essere respinta.
E se il contratto non è registrato?
Un contratto non registrato (sia di locazione che di comodato) non viene riconosciuto dal Comune come titolo valido: la registrazione è quindi indispensabile.
Conclusione
Per ottenere la residenza in una casa presa in affitto o concessa in comodato gratuito, non serve l’assenso del proprietario: è sufficiente avere un contratto valido e registrato.
Ricorda però che il Comune può richiedere anche la prova di utenze attive e che la residenza diventa effettiva solo dopo la visita della Polizia Locale.
Reabyom può supportarti nella gestione di questi passaggi, aiutandoti a evitare intoppi burocratici e a completare la pratica senza stress.
Claudia Piccone
Agente immobiliare
Sito Web: www.reabyom.com