Bonifici a parenti e amici: i nuovi controlli del Fisco e come evitare problemi. Attenzione! Se vuoi aiutare tuo figlio a comprare casa puoi farlo, ma con chiarezza e trasparenza!
Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i sistemi di monitoraggio delle movimentazioni bancarie.
Tra le operazioni osservate con maggiore attenzione ci sono i bonifici tra privati, specialmente se effettuati tra parenti e amici.
Un dettaglio spesso sottovalutato è la causale: scriverla in modo impreciso o generico può generare dubbi sulla natura della transazione, con possibili conseguenze fiscali anche spiacevoli.
Cosa controlla il Fisco
Il nuovo sistema di controllo incrocia i bonifici con:
- Redditi dichiarati delle persone coinvolte.
- Operazioni immobiliari (es. acquisto di una casa).
- Regolarità delle donazioni, che hanno regole precise e non sempre possono essere sostituite da un semplice trasferimento di denaro.
Il problema nasce quando un bonifico, pur innocente, appare poco chiaro: per il Fisco potrebbe sembrare un reddito “in nero” o una donazione non formalizzata.
Perché la causale è fondamentale
Scrivere nella causale del bonifico frasi generiche come “aiuto”, “regalo”, “prestito” senza specifiche può esporre a verifiche e contestazioni.
Esempio pratico:
- Causale generica: “per acquisto casa” → può sembrare un contributo senza titolo chiaro.
- Causale precisa: “donazione liberale genitori a figlio per acquisto immobile sito in [indirizzo]”.
Maggiore è la trasparenza nella causale, minori saranno i margini di interpretazione da parte del Fisco.
Focus sul settore immobiliare: i bonifici dei genitori ai figli
Un caso frequente è il sostegno dei genitori ai figli per l’acquisto della prima casa.
Qui occorre fare molta attenzione:
- Se l’importo è rilevante, non basta un semplice bonifico. Serve un atto notarile di donazione, altrimenti si rischia che la somma venga considerata fiscalmente irregolare.
- Il bonifico deve riportare una causale precisa: “donazione genitoriale per acquisto immobile” o “contributo familiare a titolo gratuito per compravendita immobile sito in [indirizzo]”.
- È sempre consigliabile concordare con il notaio la forma più corretta: in alcuni casi basta un atto di donazione diretta, in altri è preferibile un atto pubblico.
Possibili conseguenze della superficialità
Se la causale è ambigua o il trasferimento non è giustificato in modo adeguato, si possono avere:
- Accertamenti fiscali e richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
- Presunzione di reddito non dichiarato per chi riceve il denaro.
- Problemi successori: in futuro, i trasferimenti non formalizzati potrebbero generare contenziosi tra eredi.
Come comportarsi
- Scrivere sempre causali dettagliate, indicando natura, rapporto e finalità del bonifico.
- Per importi importanti (come l’acquisto di una casa), non affidarsi solo al bonifico ma passare da un notaio o comunque da uno scambio pec tra i soggetti interessati, o una semplice scrittura privata nella quale si prende atto delle motivazioni e condizioni del trasferimento di denaro.
- Conservare tutta la documentazione (rogito, compromesso, ricevute) per dimostrare la coerenza tra flussi finanziari e operazione immobiliare.
- Chiedere consiglio a un consulente prima di effettuare trasferimenti significativi: prevenire è meglio che chiarire a posteriori.
Conclusione
Un bonifico può sembrare un gesto semplice e familiare, ma per il Fisco è un movimento finanziario da tracciare e interpretare.
Un dettaglio come la causale può fare la differenza tra una transazione limpida e un accertamento scomodo.
Per chi si trova nel mondo immobiliare – figli che acquistano casa con il supporto dei genitori, coppie giovani, famiglie – la regola d’oro è una sola: chiarezza e formalità.
Claudia Piccone
Agente immobiliare
Sito Web: www.reabyom.com